Sistemi di Riscaldamento: questi sconosciuti!

Quando si ristruttura, c’è sempre bisogno di valutare al meglio tutte le nuove opportunità che le tecnologie moderne offrono, sia in termini di strutture, finiture, materiali, ma anche in termini impiantistici.

Oggi ci soffermeremo proprio su quest’ ultimo aspetto: come riqualificare il vostro impianto di riscaldamento per ottenere una soluzione che sia il massimo, in termini economici e funzionali, per le vostre esigenze.

Premesso che è sempre necessario, per avere tutte le carte in regola per poter prendere la decisione migliore, rivolgersi ad un tecnico esperto, vogliamo in questo post fornirvi un riassunto dei principali sistemi di riscaldamento ad oggi più utilizzati, analizzandone non solo le caratteristiche ed il funzionamento, ma elencando anche una serie di aspetti positivi, per ciascun meccanismo.

 

Prima di tutto dobbiamo specificare che l’impianto di riscaldamento è costituito principalmente da tre componenti: il generatore di calore, il sistema di distribuzione e i terminali di emissione, cioè gli elementi fisici dislocati nei vari ambienti. In base al tipo di generatore e al sistema di emissione scelto, si configurerà un diverso impianto di riscaldamento.

 

I principali generatori di calore ad oggi più utilizzati nell’edilizia residenziale sono:

 

Caldaia a condensazione:

Queste sono le comuni caldaie che probabilmente la maggior parte di voi avrà a casa, alimentate da gas metano, riscaldano sia l’acqua calda sanitaria che l’acqua che arriverà ai terminali di emissione nei vari locali.

E’ il sistema più comune ad oggi, il meno costoso in fase di installazione, ma che prevede comunque l’utilizzo appunto del gas metano e quindi non di fonti rinnovabili. Solo il riscaldamento dell’acqua calda sanitaria può essere coadiuvato tramite l’installazione di pannelli solari termici. Con la caldaia a condensazione possiamo solo produrre riscaldamento e acs, mentre non è possibile produrre raffrescamento.

 

Pompe di calore (ad aria o geotermiche):

Questa macchina permette di trasferire energia termica da una sorgente a temperatura più bassa ad una sorgente a temperatura più alta; possono essere di diversi tipi e sono tutte utilizzate sia per il riscaldamento che per il raffrescamento.

La più comune è la pompa di calore aria-aria, quella cioè che mediante una macchina esterna, estrae calore dall’aria e lo riversa all’interno di un edificio; esistono poi le pompe di calore geotermico, che, mediante sonde appunto geotermiche, sfruttano la temperatura costante del sottosuolo (terreno o acqua) durante tutto l’anno per riscaldare o raffreddare gli ambienti.

Questi generatori sono tutti alimentati da energia elettrica, quindi parzialmente rinnovabili, senza bisogno di gas metano; vale la pena sottolineare però che la produzione di energia elettrica necessaria alla pompa di calore potrebbe essere demandata a pannelli fotovoltaici. Quando si installa una pompa di calore è necessario aumentare la potenza del contatore: la soluzione per ottenere dei costi più bassi è quella di installare un secondo contatore da destinarsi all’alimentazione della pompa, che garantisce una tariffa elettrica più bassa.

 

Caldaie a biomassa (pellet, cippato, etc..):

Per biomassa si intendono tutti i tipi residui provenienti da coltivazioni agricole, da deforestazioni o attività industriali della lavorazione del legno e della carta e tutto ciò che si può trasformare in energia elettrica; i combustibili più utilizzati sono pellet, cippato o legna, quindi un sistema di riscaldamento completamente rinnovabile. Questo tipo di caldaie non può però provvedere anche al raffrescamento ed hanno bisogno comunque di energia elettrica per azionare i circolatori e le apparecchiature intere.

 

 

 

 

In base al generatore di calore scelto si possono associare diversi terminali di emissione.

 

Radiatori:

il metodo di riscaldamento più diffuso: all’interno dei radiatori circola acqua calda che scambia calore con l’ambiente in cui si trova; questo sistema prevede che ogni radiatore sia collegato al generatore di calore mediante apposite tubazioni di mandata e ritorno per l’acqua calda.

 

Pavimento radiante:

un altro metodo oggi molto diffuso, in cui l’acqua, a temperature più basse rispetto a quella dei radiatori, scorre in serpentine posizionate al di sotto della pavimentazione, in modo da scambiare calore con l’ambiente. Con questo sistema non è necessario nessun apparecchio, perché il tutto è concentrato al di sotto del pavimento. Questa tipologia di impianto talvolta può essere utilizzata anche per il raffrescamento ma è necessario in questo caso stare attenti a controllare l’umidità del pavimento stesso in quanto si potrebbero verificare spiacevole fenomeni di condensa sulle superfici pavimentate.

 

Ventilconvettori o fan coil:

sono terminali utilizzati sia a terra, che sul muro o a soffitto, che permettono il riscaldamento o il raffrescamento degli ambienti. Il ventilconvettore preleva aria dal locale da riscaldare / raffrescare e la filtra, trattenendo così le eventuali impurità. Ovviamente il principio di scambio termico di questi apparecchi è differente rispetto a quello dei radiatori o del pavimento radiante: questi ultimi utilizzano l’irraggiamento, mentre il fan coil la convezione.

 

Aria canalizzata:

Questo sistema prevede sia il raffrescamento che il raffreddamento e funziona semplicemente canalizzando l’aria (fredda o calda) ed emettendola nei vari ambienti tramite delle bocchette, che possono essere a parete o a soffitto.

 

 

Quindi, come scegliere il metodo migliore?

E’ difficile generalizzare e poter dire quando usare un sistema piuttosto che un altro, perché ogni caso è unico e oltre alle caratteristiche dell’edificio e agli spazi a disposizione, conta anche la preferenza del committente. Certo in base alla tipologia di generatore di calore si possono associare i vari tipi di terminali.

 

Un altro aspetto da valutare nella scelta dell’impianto è quello che concerne il tipo di riscaldamento che vogliamo ottenere: non tutti amano il riscaldamento ad aria canalizzata, in cui quindi si ha sempre un ricircolo di correnti! Senza considerare poi che per questa tipologia di impianto serve avere spazi (ad esempio controsoffitti) in cui far passare le canalizzazioni, ma che potrebbero però permettere di combinare riscaldamento in inverno e raffrescamento in estate, senza bisogno di installare ulteriori apparecchi per la climatizzazione.

Sicuramente l’installazione di una pompa di calore potrebbe consentire di non allacciarsi al metano, se combinata ad esempio con un piano ad induzione in cucina: in questo modo, oltre al risparmio sulla bolletta potremmo anche liberarci dei costi fissi del metano!

 

 

 

 

 

Possiamo quindi dire che ciascun caso è unico e non esiste una soluzione migliore in assoluto, ma possiamo riassumere i principali vantaggi di ciascun sistema così:

 

SISTEMA IMPIANTISTICO

ASPETTI POSITIVI

ASPETTI NEGATIVI

Caldaia a condensazione + Radiatori
  • Sistema tradizionale;
  • Costo installazione basso.
  • Costi fissi del metano oltre ai consumi annuali;
  • Comfort standard;
  • Solo riscaldamento.
Caldaia a condensazione + Pavimento Radiante
  • Maggiore efficienza rispetto al sistema tradizionale
  • Costi fissi del metano oltre ai consumi annuali;
  • Costo installazione medio;
  • Solo riscaldamento.
Pompa di calore + pavimento radiante
  • Sistema parzialmente rinnovabile;
  • Alta efficienza;
  • Possibilità di evitare allaccio metano;
  • Riscaldamento e raffresacamento.
  • Maggiori costi di installazione
Pompa di calore + riscaldamento aria canalizzata
  • Sistema parzialmente rinnovabile;
  • Alta efficienza;
  • Possibilità di evitare allaccio metano;
  • Possibilità di combinare con un solo impianto riscaldamento e raffrescamento
  • Maggiori costi di installazione;
  • Necessità di spazi per canalizzazioni;
  • Manutenzione e pulizia canali aria.
Caldaia a biomassa + Radiatori  

  • Sistema rinnovabile e piuttosto tradizionale;
  • Alta efficienza;
  • Possibilità di evitare allaccio metano.
  • Solo riscaldamento;
  • Necessario un vano tecnico per alloggio biomassa.
Caldaia a biomassa + pavimento radiante
  • Sistema parzialmente rinnovabile;
  • Alta efficienza;
  • Possibilità di evitare allaccio metano.
  • Solo riscaldamento;
  • Necessario un vano tecnico per alloggio biomassa.
Caldaia a biomassa + riscaldamento aria canalizzata
  • Sistema parzialmente rinnovabile;
  • Alta efficienza;
  • Possibilità di evitare allaccio metano.
  • Maggiori costi di installazione;
  • Necessità di spazi per canalizzazioni;
  • Manutenzione e pulizia canali aria.

 

Indubbiamente nella scelta del sistema di riscaldamento giocano un ruolo fondamentale sia la parte economica, che di benessere, ma anche cantieristica, in base agli spazi a disposizione, e come abbiamo premesso all’inizio, è sempre bene rivolgersi ad un tecnico esperto in materia che sappia consigliarvi al meglio!

 

Se state pensando di cambiare il vostro sistema di riscaldamento e volete avere un consiglio su quale possa essere il migliore per il vostro caso, potete richiedere una delle nostre consulenze sul risparmio bolletta.

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